Adolescenti e comportamenti a rischio

Adolescenti e amici

 

Gli adolescenti vivono un delicato periodo di vita caratterizzato da molteplici cambiamenti fisiologici e psicologici. In questo orizzonte di continui mutamenti, un punto fermo è rappresentato psicologicamente dagli amici (Bukowski, Newcomb e Hoza, 1987). Le relazioni amicali sono caratterizzate dall’aiuto, dal supporto e dal soddisfacimento dei bisogni emotivi che supportano e sostengono lo sviluppo cognitivo e socio affettivo del ragazzo. Infatti, l’adolescente grazie alle conversazioni con i propri amici scopre e definisce il proprio Sè. Tuttavia, c’è da considerare che la maggior parte dei comportamenti a rischio si realizzano all’interno del gruppo di amici (Brown, 2004).

I fattori di rischio

 

Quali sono i fattori di rischio che possono predisporre l’adolescente ad assumere comportamenti a rischio? La letteratura ricorda l’insicurezza decisionale e le credenze illusorie di invulnerabilità e impunità (Gardner e Steinbers, 2005). Per di più, è stato visto come coloro che sono attratti dalla ricerca di forti  sensazioni, che sono più impulsivi (Zuckerman, 1979; 1994), che sono più a contatto con frequentazioni pericolose negli ambienti in cui vivono (Dishion e Patterson, 2006) sono più a rischio. Anche un’eccessiva dipendenza dal consenso e dall’accettazione del gruppo dei pari (Rubin, Bukowski e Parker, 2006) rappresenta un fattore di rischio importante. 

 

I fattori protettivi

 

D’altra parte, bisogna ricordare che non tutti gli adolescenti cedono alle pressioni trasgressive degli amici, soprattutto coloro che credono nelle proprie capacità di “dire no” alle pressioni dei pari (Bandura, 2006). Un altro fattore altamente protettivo è da considerarsi all’interno della famiglia: la supervisione, la comunicazione e l’intimità con i genitori (Stattin e Kerr, 2000) aiutano a contrastare l’adozione di comportamenti a rischio.  Infatti, diversi studi hanno dimostrato che qualora si riesce a realizzare un buon rapporto di confidenza e comunicazione costante, in cui i genitori possono esercitare la loro azione protettiva di sostegno, supervisione ed indirizzo, i giovani sono meno esposti alle sollecitazioni trasgressive dei compagni (Caprara, Scabini, Barbaranelli, Pastorelli, Regalia e Bandura, 1998; Caprara, Scabini e Regalia, 2006; Caprara, Scabini e Sgritta, 2003).

 

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Fonti:

https://www.annualreviews.org/doi/abs/10.1146/annurev.psych.52.1.83

Brown, B.B. (2004). Adolescents’ relationships with peers. In R.M. Lerner e L. Steinber (a cura di), Handbook of Adolescent Psychology, 2nd edition. (New York: Wiley).

Gardner, M., e Steinberg, L. (2005). Peer influence on risk taking, risk preference, and risky decision making in adolescence and adulthood: An experimental study. Developmental Psychology, 41.

Zuckerman M., (1979).  Sensation Seeking: Beyond the Optimal Level of Arousal, Erlbaum Associates

Zuckerman, M. (1994). Behavioral expression and biosocial bases of sensation seeking. New York: Cambridge University Press.

Rubin, K.H., Bukowski, W., & Parker, J. (2006). Peer interactions, relationships, and groups. In N. Eisenberg (Ed), Handbook of Child Psychology (6th edition): Social, emotional, and personality development. (pp. 571-645) New York: Wiley.

Stattin, H. e Kerr, M. (2000). Parental monitoring: A reinterpretation. Child Development, 71.

Bandura, A. (2006). Adolescent development from an agentic perspective. In F. Pajares e T. Urdan (a cura di), Self-efficacy beliefs of adolescents, (Vol. 5). Greenwich, CT: Information Age Publishing.

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