Disturbi della memoria: il Declino Neurocognitivo Lieve

Disturbi cognitivi e della memoria sono le caratteristiche salienti

 

“Mio marito da un po’ di tempo ha poca memoria e dimentica le cose fatte i giorni prima. Quando gli dico qualcosa, dopo qualche ora o qualche giorno non lo ricorda più. Quando parliamo non riesce a usare le parole giuste o sbaglia i termini. Non riesce più a gestire i soldi come prima e quando lo mando a fare la spesa è costretto, a volte, a riportare i prodotti sullo scaffale perché spende più di quello che può permettersi. Spesso non ricorda di prendere la pasticca per la pressione o per il diabete, oppure le prende due volte invece che una. Spesso si perde per strada, se guida da solo e devo andargli incontro”. Sono alcuni dei disturbi che possono manifestarsi in chi soffre di Mild Cognitive Impairment (MCI), una situazione intermedia tra il normale stato cognitivo e la demenza; può essere reversibile, può rimanere stabile nel tempo o può evolvere in demenza.

 

La diagnosi precoce fa la differenza

 

La demenza è una condizione di progressivo deterioramento cognitivo, che rende il soggetto sempre più incapace di provvedere a se stesso, oltre che caratterizzato da importati deficit della memoria. Il MCI è più frequente nel sesso maschile, in chi ha un età avanzata e in chi ha un basso livello culturale. E’ presente nel 5,9% della popolazione di età superiore ai 60 anni. In quanto possibile precursore delle demenze, il MCI deve essere tempestivamente individuato e diagnosticato, per poter attuare per tempo misure preventive e terapeutiche. Nel caso in cui un proprio familiare presenti delle situazioni simili a quelle indicate all’inizio di questo articolo, è importante rivolgersi prontamente al proprio Medico di Famiglia (MMG) o allo specialista in neurologia.  Mediante appositi questionari e strumenti diagnostici, potranno effettuare un’approfondita valutazione per confermare o escludere un MCI.

 

Prevenzione e terapia rallentano il decadimento cognitivo

 

Purtroppo, non esiste una terapia specifica per il MCI, tuttavia esistono misure preventive e terapeutiche in grado di ridurre la progressione in demenza e migliorare le capacità cognitive e la memoria. Tra le principali si hanno:

  • miglioramento dello stile di vita (alimentazione, attività fisica, sonno), con riduzione del rischio cardiovascolare;
  • cambiamento della terapia farmacologica in corso;
  • prescrizione di farmaci psicostimolanti e nootropi tra i quali si citano la colina, la citicolina e l’alfaglicerolofosforiletanolamina (L-alfa-GFE).

In conclusione, pur non esistendo una terapia specifica per il MCI, è di fondamentale importanza diagnosticare precocemente queste entità patologiche in quanto è possibile ridurre il decadimento cognitivo e l’evoluzione in demenza. Ciò è possibile mediante il miglioramento dello stile di vita, il cambiamento di terapie in corso e la somministrazione di farmaci psicostimolanti e nootropi.

 

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Fonte: https://www.simg.it/Riviste/rivista_simg/2020/05_2020/3.pdf

 

Gioele D Amore

Medico-Chirurgo specialista in medicina del lavoro.
Iscritto all’elenco nazionale dei Medici Competenti.

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