Pillole di primo soccorso: il primo soccorso aziendale

Il primo soccorso aziendale è regolamentato dal D.M. 388/2003

 

Ogni azienda avente almeno un dipendente, è tenuta ad avere un sistema dedicato al primo soccorso aziendale. Tale sistema è costituito da:

  • una o più cassette di primo soccorso (allegato 1 del D.M. 388/2003) o pacchetti di medicazione (allegato 2 del D.M. 388/2003)
  • uno o più addetti al primo soccorso
  • apposita segnaletica
  • sistema di chiamata interna e verso il 118

 

Classificazione delle aziende

 

Le aziende vengono classificate in gruppo A, gruppo B e gruppo C, in relazione a:

  • svolgimento di attività pericolose con obbligo di notifica
  • numero di lavoratori
  • indice infortunistico di inabilità permanente INAIL (in relazione al comparto)
  • appartenenza al settore dell’agricoltura

Un’azienda del gruppo A è tale se svolge attività pericolose con obbligo di notifica, se ha un indice infortunistico di inabilità permanente INAIL superiore a 4, oppure se appartiene al comparto dell’agricoltura e ha oltre 5 lavoratori assunti a tempo indeterminato. Un’azienda appartiene al gruppo B se non ha le caratteristiche del gruppo precedente  ed ha 3 o più lavoratori. Appartiene, infine, al gruppo C se non ha le caratteristiche del gruppo A, ma ha fino a 2 lavoratori. La classificazione delle aziende in 3 gruppi, ha dei risvolti sull’organizzazione del sistema del primo soccorso. Un primo importante risvolto riguarda la necessità, da parte delle aziende appartenenti al gruppo A, di comunicazione con la ASL-ATS territorialmente competente, in modo tale da predisporre dei protocolli di emergenza sanitaria. In secondo luogo, le aziende di gruppo A e B devono avere almeno una cassetta di primo soccorso; è sufficiente il pacchetto di medicazione nel caso delle aziende di gruppo C.  Infine, una terza differenza riguarda la formazione degli addetti, che prevede un corso di 16 ore per le aziende di gruppo A, di 12 ore per le aziende di gruppo B e C. L’aggiornamento, triennale, è di 6 ore per le aziende di gruppo A, di 4 ore per le aziende di gruppo B e C.

 

 

Corso di formazione per addetti al primo soccorso aziendale

 

Il corso è obbligatorio e prevede la formazione di un certo numero di addetti al primo soccorso. Questo numero non è indicato nel D.M. 388/2003 e pertanto è a discrezione del Datore di Lavoro. La scelta del numero deve tenere conto di una serie di caratteristiche, quali: numero di lavoratori presenti nell’azienda, estensione dell’azienda, presenza di distaccamenti al di fuori della sede centrale, utilizzo di mezzi aziendali (esempio autotrasportatori, agenti di commercio…), turnazioni, possibili assenze per permessi, ferie e malattie. L’addetto, designato dal Datore di Lavoro, non può rifiutare la carica, tranne per importanti motivi di salute, dimostrabili presentando un certificato medico del Sistema Sanitario Nazionale, che controindichi questa attività. Il corso di formazione  teorico-pratico, è tenuto da personale medico e deve affrontare una serie di tematiche tra cui: l’organizzazione del primo soccorso aziendale, la catena del soccorso e la chiamata dei mezzi di emergenza, la gestione delle principali emergenze, i risvolti psicologici del primo soccorso; inoltre, vi è una fase di addestramento pratico, tra cui l’apprendimento della capacità di effettuare una rianimazione cardio-respiratoria (BLS e BLS-D).

 

 

Cassetta di primo soccorso e pacchetto di medicazione

 

I due presidi sono simili, ma differiscono per alcuni elementi in più presenti nella cassetta di medicazione, sia in qualità che in quantità. Il numero di cassette/pacchetti, analogamente al numero di addetti al primo soccorso, non è specificato dal D.M. 388/2003; di conseguenza, è una discrezione del Datore di Lavoro, che baserà tale scelta in relazione agli stessi elementi visti poc’anzi per il numero di addetti al primo soccorso. La cassetta/pacchetto deve essere allocata in una zona facilmente raggiungibile e visibile, possibilmente mediante apposita segnaletica/cartellonistica. Deve essere periodicamente revisionata, tenendo conto dell’utilizzo e della scadenza del suo contenuto. Il materiale minimo presente nella cassetta e nel pacchetto è riportato rispettivamente nell’allegato 1 e nell’allegato 2 del D.M. 388/2003. Di seguito una rapida carrellata dei presidi presenti negli allegati e del loro utilizzo:

  • sfigmomanometro e fonendoscopio per la misurazione della pressione arteriosa
  • Iodopovidone per la disinfezione delle ferite
  • soluzione fisiologica per la detersione delle ferite e degli occhi
  • garze sterili per le medicazioni e per il tamponamento delle emorragie
  • laccio emostatico per il tamponamento delle emorragie arteriose (in casi selezionati)
  • bende per le medicazioni e per l’immobilizzazione degli arti in caso di distorsioni, lussazioni e fratture
  • ghiaccio istantaneo per le l’infiammazione derivante da distorsioni e lussazioni
  • cerotti per le medicazioni e le immobilizzazioni
  • cotone idrofilo come ausilio allo steccaggio in corso di immobilizzazione
  • forbici e pinze come ausili alle medicazioni
  • termometro
  • visiera paraschizzi per proteggersi dai fluidi biologici dell’infortunato
  • telini monouso per creare un campo sterile in corso di medicazioni
  • rete elastica per le medicazioni
  • sacchetto per la raccolta dei rifiuti sanitari

 

 

Sistema di chiamata dei mezzi di emergenza

 

Una parte degli infortuni che si sviluppano in azienda, richiede la chiamata dei mezzi di emergenza territoriale (118, 112, 115). Spesso ci si affida ai telefoni cellulari personali a tale scopo, ma bisogna considerare due fattori: in primo luogo, non tutti i lavoratori sono dotati di telefono cellulare personale (perchè lo hanno lasciato a casa, in armadietto o perchè non lo hanno proprio); in secondo luogo, spesso in azienda non c’è campo e risulta difficoltoso se non impossibile utilizzare il cellulare. Per tale motivo, è auspicabile che il datore di Lavoro predisponga un sistema di telefonia fissa, sia per le chiamate interne che esterne, con telefoni presenti anche nei vari reparti. Molto utile può essere la presenza di walky-talky, per comunicazioni più pronte, almeno all’interno dell’azienda. Un fattore da non sottovalutare, è costituito dalle barriere linguistiche. Spesso una parte dei lavoratori, si è trasferito di recente nel nostro Paese e non ha ancora sufficiente padronanza della lingua. Di questo bisogna tenere conto nella scelta degli addetti al primo soccorso, ma anche nell’ottica di potenziali infortuni che possano avvenire in azienda, con la conseguente necessità di allertare i mezzi di soccorso e di comunicare efficientemente con essi.

 

 

Considerazioni finali

 

Il primo soccorso aziendale viene spesso considerato alla stregua di un mero obbligo di legge cui adempiere. Questo sia nella scelta degli addetti al primo soccorso (che troppo spesso vengono scelti in base più all’utilità in ottica produttiva che in base alle attitudini personali), che nella strutturazione di tutto il sistema di primo soccorso. Le conseguenze più comuni sono: presenza di addetti scarsamente formati e motivati; cassette/pacchetti scarsamente o per nulla manutenuti e allocati in sedi inidonee (spesso il personale addetto neanche ricorda dov’è posizionata la cassetta/pacchetto); difficoltà nelle comunicazioni interne e con l’esterno in caso di emergenza con conseguenti ritardi in tutta la catena del soccorso. E’ necessario, al contrario, riconoscere l’importanza del primo soccorso aziendale, considerando anche l’attuale eccessivamente elevato  numero di infortuni sul lavoro, la cui prognosi (la prognosi è l’evoluzione nel tempo di una malattia o infortunio) potrebbe essere più favorevole, avendo a disposizione un sistema di primo soccorso aziendale efficiente. Basti pensare che alcune emergenze (esempio arresto cardiaco, emorragia arteriosa…) provocano la morte in una manciata di minuti; nessuna ambulanza o elicottero al mondo riuscirebbe a soccorrere in così poco tempo la vittima, anche considerando i tempi di chiamata dei mezzi di emergenza. Pertanto, solo avendo addetti al primo soccorso formati e motivati, solo avendo in generale un sistema di primo soccorso aziendale efficiente, queste vittime hanno qualche possibilità di salvarsi.

 

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Fonte: Gazzetta Ufficiale

Gioele D Amore

Medico-Chirurgo specialista in medicina del lavoro.
Iscritto all’elenco nazionale dei Medici Competenti.

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